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Uno studio quantifica la CO² assorbita dall’attività vivaistica


PISTOIA - Le piante producono effetti positivi sul clima urbano, filtrano l’aria dalle polveri sottili, fissano quantità elevate di anidride carbonica (CO²) e riescono a mitigare il calore latente attraverso l’evaporazione. Fin qui niente di nuovo, tutte cose note. Adesso però, grazie allo studio di un vivaista-ricercatore pistoiese, Gilberto Stanghini, compiuto in collaborazione con l’Università di Firenze, sappiamo esattamente quanta anidride carbonica riesce ad assorbire un ettaro di terreno adibito alla coltivazione in vaso di piante ornamentali. Non solo, adesso, grazie allo studio in questione, si conosce persino il saldo tra la CO² immessa nell’ambiente in conseguenza di tale coltivazione e trasferimento del prodotto finito anche in aree lontane, come il Nord Europa, dove vanno a finire molte delle produzioni di piante ornamentali pistoiesi, e quella assorbita. Ebbene, il bilancio, com’era prevedibile, è enormemente positivo per l’ambiente. «Per un anno - spiega Stanghini - abbiamo esaminato e pesato cinque specie di piante dal momento del loro arrivo in vasetteria fino alla loro vendita. Le prove sono state fatte con piante in contenitori. È emerso che ogni metro cubo prodotto ha un assorbimento durante il suo accrescimento di 1,19 tonnellate di CO², quindi un ettaro di vasetteria assorbe dalle 50 alle 70 tonnellate. Se questo dato lo moltiplichiamo per la vasetteria presente nella nostra provincia ci rendiamo conto dell’enorme beneficio che l’ambiente trae da questa attività».

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