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Festa alla Macchia Antonini

PISTOIA - Domenica prossima (17 agosto) si svolgerà la tradizionale festa campestre alla Macchia Antonini, sulla montagna pistoiese nel comune di Piteglio. Si tratta di una delle più antiche manifestazioni popolari della Toscana (la prima edizione risale al 1827) che ogni anno richiama tante persone, non solo dal territorio provinciale pistoiese.
Il programma della giornata prevede alle 10.30 il ricevimento presso la Villa Fattoria, dopodiché, alle 11.30, la banda comunale di Pistoia eseguirà alcuni brani musicali lungo la via Pesciatina. Alle 13 si terrà il pranzo in onore di Pellegrino Antonini al locale “Ristorante Macchia Antonini” riservato alle autorità e ai rappresentanti delle istituzioni, come da disposizioni testamentarie. Parteciperà, tra gli altri, il vicesindaco di Pistoia Tommaso Braccesi. Nel pomeriggio alle 15.30 si terrà un concerto della banda comunale di Pistoia nel prato antistante la fattoria. Alle 16 sarà offerta a tutti la merenda con panini e porchetta, acqua e vino. Durante l’intera giornata ci sarà un’area riservata a venditori ambulanti e a stand gastronomici con possibilità di acquisto di varie merceologie e di prodotti alimentari. Sono in programma, inoltre, escursioni a cavallo organizzate dal club ippico “Macchia Antonini”.
La festa vide la sua prima edizione nel 1827 a seguito di un lascito testamentario dell’ingegnere Pellegrino Antonini, ricco proprietario terriero di Pistoia che, con testamenti del 2 febbraio 1821 e del 28 febbraio 1825, lasciò una cospicua parte del suo patrimonio affinché fosse amministrato da un “legato” ancora oggi esistente. Si tratta del Legato Antonini, un ente benefico costituito appositamente per amministrare la proprietà, la cui sede si trova al Comune di Pistoia. Nelle innumerevoli e dettagliate disposizioni testamentarie di Antonini vi è l'obbligo di istituire, ogni anno ed in perpetuo, una festa popolare in suo onore nella domenica più vicina al 20 di agosto. Il patrimonio, che consisteva in oltre duecento ettari di terreno nel territorio di Calamecca denominato "La Macchia Grande", proveniva dall'alienazione dei beni Granducali fiorentini che erano stati acquistati da Felice Antonini, padre di Pellegrino, nel 1778. Fu in questo periodo che si formarono molte grandi proprietà nella montagna pistoiese, in quanto solo i grandi possidenti avevano i mezzi finanziari per acquistare i beni granducali che furono messi in vendita generalmente in grandi lotti. Gli Antonini valorizzarono il luogo costruendovi strade, la villa e la fattoria.

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