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“LA PANNE” DI DURRENMATT AL COMUNALE DI PIETRASANTA

Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando protagonisti al Teatro Comunale di Pietrasanta giovedì 8 gennaio (inizio ore 21,15) con la commedia “La Panne. La notte più bella della mia vita” tratto dal romanzo del drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt (La panne. Una storia ancora possibile del 1956) per la regia di Armando Pugliese e adattamento di Edoardo Erba.
Dopo l’opera cecoviana “Platonov” interpretato da Alessandro Haber che ha aperto ufficialmente la stagione de “I Teatri della Versilia”, e la commedia agrodolce “Adorabili Amici” di Carole Greep, al Comunale (prevendita biglietteria Comunale Piazza Duomo mercoledì 7, giovedì 8 dalle 17 fino ad inizio spettacolo, e sul circuito www.ticketone.it) è in scena una delle commedie più esplorative dell’animo umano nel panorama del teatro italiano dell’ultimo anno. Toni cangianti, leggeri e allo stesso tempo comici, angoscianti e tragici “La Panne” è capace di coinvolgere lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista interpretato dal grande Gianmarco Tognazzi affiancato da Roberto Tesconi, Franz Cantaluno, Lidia Giordano e Lombardo Fornara. Il tema dominante di questa commedia tratta dal romanzo breve di Dürrenmatt post seconda guerra mondiale è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi.
Un banale incidente, l’automobile in panne (appunto), costringe Alfredo Traps (Gianmarco Tognazzi), rappresentante di tessuti, ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di un vecchio giudice in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo: ri-celebrare alcuni importanti processi storici come quello a Socrate, Gesù e a Federico di Prussia. Tra una bottiglia di vino e l'altra, Traps si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco si fa realtà: il protagonista parla, si confessa mentre la sua vita mediocre sembra acquistare improvvisamente risvolti inaspettati. Traps è stato artefice di un delitto diventando l’amante della giovane moglie del suo principale che, avvertito anonimamente dell’accaduto, è morto a causa di un infarto. Frutto di una mente assolutamente innocente e inconsapevole il delitto auto-confessato di Traps palesa la sua cattiveria originaria e, come tale, esente da sensi di colpa a meno che qualcuno non intervenga a fargli notare che ha compiuto un delitto come hanno fatto i suoi commensali. E così raccontando le vicende della propria vita, rivelando il mistero del suo successo economico, Traps si trova di fronte alla prova della sua colpevolezza e si autoinfligge la condanna a morte che gli era stata sanzionata per gioco. Per Dürrenmatt siamo tutti colpevoli e questo racconto ne è soltanto la dimostrazione attraverso il paradosso.
Prossimo spettacolo il 14 gennaio con la commedia in due atti “Un Giardino di Aranci fatto in casa” del drammaturgo e commediografo statunitense Neil Simon con Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti.

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