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Delegazione di accademici dell'Associazione "Per Boboli" in visita ai vivai pistoiesi


La funzione dei giardini nelle diverse epoche storiche, dal Medioevo al Rinascimento, fino ai giorni nostri. È stato l’argomento trattato dal professor Franco Cardini, a margine di una visita ai vivai pistoiesi, alla quale hanno preso parte 25 accademici dell’Associazione «Per Boboli» di Firenze, guidati dalla dottoressa Litta Medri, che oltre ad essere presidente del prestigioso sodalizio è stata per ben 25 anni direttrice del Giardino di Boboli. Ad invitare l’associazione fiorentina a visitare alcune delle realtà vivaistiche fra le più significative della Valle dell’Ombrone è stata l’Associazione internazionale produttori del verde «Moreno Vannucci» di Pistoia, il cui segretario generale, Renzo Benesperi, ha illustrato agli ospiti le caratteristiche del comparto, che vanta numeri di tutto rispetto anche per quanto riguarda l’export nazionale. A Pistoia, infatti, si producono il 35% delle piante ornamentali da esterno italiane e l’80% della produzione viene esportata. Gli ettari specializzati a vocazione ortovivaistica di eccellenza sono 5.200, sparsi in 5 comuni della provincia di Pistoia, mentre le aziende agricole sono 1.500, con 5.000 addetti e circa 3.000 dipendenti. Inoltre il Vivaismo pistoiese movimenta un gigantesco indotto (vasi, serre, impianti idrici e termici, autotrasporti, ecc.) e per questo Pistoia viene comunemente definita «Capitale del verde d’Europa».

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