L’Appennino non è solo un panorama da cartolina, ma una realtà complessa che chiede di non essere dimenticata. Sabato 28 marzo, il borgo di Treppio diventerà il centro del dibattito sul destino delle aree interne con l’incontro dal titolo: “Il futuro si costruisce nel presente: Sambuca Pistoiese”. L’appuntamento è fissato dalle ore 17:00 alle 19:00 presso il suggestivo Convento delle Suore Mantellate, in un evento organizzato dalla Pro Loco “I Borghi di Treppio” per accendere i riflettori su una crisi demografica che non può più essere ignorata. Ad aprire ll'incontro sarà Maurizio Ferrari, presidente dell’Associazione "Amo la Montagna", che introdurrà i temi cardine della discussione. Il cuore dell’evento sarà però l’intervento di Marco Breschi, sindaco di Sambuca Pistoiese. Il primo cittadino presenterà il primo quaderno di “Rivoluzione Appenninica - Resistere per il futuro degli Appennini”, un’opera scritta a quattro mani con Giovanna Gonano. Non si tratta di un semplice saggio, ma di un grido d’allarme e, al contempo, di una proposta programmatica per invertire la rotta di territori che stanno vivendo oggi quello che il resto d’Europa teme per il domani. L’Italia sta affrontando il calo demografico più brusco degli ultimi cinquant’anni, ma in montagna questo fenomeno è già una realtà drammatica. La "desertificazione" non è solo numerica, ma strutturale: la fuga degli abitanti è alimentata dalla carenza di servizi essenziali come sanità, scuole e trasporti. All’incontro parteciperanno Alberto Vivarelli, scrittore e direttore di ReportPistoia e Mauro Banchini, giornalista e animatore del blog La Trebisonda. L'obiettivo dell'incontro è chiaro: il Sistema Paese, e in particolare i comuni tosco-emiliani legati da secoli di storia e infrastrutture comuni, non possono rassegnarsi a un destino già scritto. La proposta è quella di una "Rivoluzione Appenninica": un nuovo patto politico e culturale che sposti il flusso di risorse — umane, economiche e sociali — dalle aree forti alle aree "deboli", riconoscendo alla montagna il suo ruolo vitale per l'equilibrio dell'intero territorio.
L’Appennino non è solo un panorama da cartolina, ma una realtà complessa che chiede di non essere dimenticata. Sabato 28 marzo, il borgo di Treppio diventerà il centro del dibattito sul destino delle aree interne con l’incontro dal titolo: “Il futuro si costruisce nel presente: Sambuca Pistoiese”. L’appuntamento è fissato dalle ore 17:00 alle 19:00 presso il suggestivo Convento delle Suore Mantellate, in un evento organizzato dalla Pro Loco “I Borghi di Treppio” per accendere i riflettori su una crisi demografica che non può più essere ignorata. Ad aprire ll'incontro sarà Maurizio Ferrari, presidente dell’Associazione "Amo la Montagna", che introdurrà i temi cardine della discussione. Il cuore dell’evento sarà però l’intervento di Marco Breschi, sindaco di Sambuca Pistoiese. Il primo cittadino presenterà il primo quaderno di “Rivoluzione Appenninica - Resistere per il futuro degli Appennini”, un’opera scritta a quattro mani con Giovanna Gonano. Non si tratta di un semplice saggio, ma di un grido d’allarme e, al contempo, di una proposta programmatica per invertire la rotta di territori che stanno vivendo oggi quello che il resto d’Europa teme per il domani. L’Italia sta affrontando il calo demografico più brusco degli ultimi cinquant’anni, ma in montagna questo fenomeno è già una realtà drammatica. La "desertificazione" non è solo numerica, ma strutturale: la fuga degli abitanti è alimentata dalla carenza di servizi essenziali come sanità, scuole e trasporti. All’incontro parteciperanno Alberto Vivarelli, scrittore e direttore di ReportPistoia e Mauro Banchini, giornalista e animatore del blog La Trebisonda. L'obiettivo dell'incontro è chiaro: il Sistema Paese, e in particolare i comuni tosco-emiliani legati da secoli di storia e infrastrutture comuni, non possono rassegnarsi a un destino già scritto. La proposta è quella di una "Rivoluzione Appenninica": un nuovo patto politico e culturale che sposti il flusso di risorse — umane, economiche e sociali — dalle aree forti alle aree "deboli", riconoscendo alla montagna il suo ruolo vitale per l'equilibrio dell'intero territorio.
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